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Terremoto del 24 agosto 2016(02.09.2016) Una profonda commozione ha coinvolto tutti noi, spettatori dei terribili effetti dell'evento sismico del 24 agosto ad Amatrice-Norcia-Valle del Tronto.

Molti di noi sono particolarmente affezionati a questi bellissimi luoghi.
Un ricordo personale mi lega a Castelluccio di Norcia, che ho visitato l'anno scorso per la prima volta, restando profondamente colpito dalla bellezza del paesaggio.

Subito dopo lo sgomento, come cittadini e come Professionisti, ci sentiamo chiamati ad un giudizio sull’accaduto.
Dobbiamo renderci conto che si tratta di un evento sì rilevante ma non eccezionale, e quindi più che di “terribile evento” si deve parlare di “terribili effetti dell’evento”.

I crolli sono causati da vari fattori: non solo le insufficienze strutturali, ma anche il moto e il dissesto del terreno; le indagini chiariranno il quadro della situazione. Contemporaneamente, inizia il dibattito sulla Ricostruzione. La discussione si estende, come sempre, alle considerazioni economiche e tecniche sulla Prevenzione, che sola potrebbe mitigare gli effetti dei terremoti. E in questo contesto sono chiamate in causa anche la Normativa e le modalità applicative.

E’ noto che sarà emanata una revisione delle Norme Tecniche, attesa già da qualche anno ed elaborata prima di questo evento sismico, ed in particolare l’attenzione era già stata posta sulla riduzione dell’entità delle azioni sismiche per gli edifici esistenti, per meglio affrontare le problematiche sul recupero.
I cittadini recepiranno questi aggiornamenti come segnale di maggior sicurezza futura, ma sarà davvero così?
Abbiamo realmente bisogno ancora di convegni, corsi di aggiornamento, libri, ecc. che sostituiranno il gran numero di contenuti prodotti negli ultimi anni, e rinnoveranno nei Professionisti la sensazione di non essere mai all’altezza del compito richiesto? O forse già da tempo si conoscevano metodologie idonee per pianificare efficaci attività di prevenzione?

A questo risponde una bellissima opera, che tutti i Professionisti del settore dovrebbero conoscere, che purtroppo ci risulta attualmente fuori catalogo:
“Sicurezza e conservazione dei centri storici. Il caso Ortigia”, a cura di Antonino Giuffrè.
Per conservare i centri storici è necessario conoscere la natura del loro sottosuolo e le vicissitudini costruttive che li hanno condotti alla attuale configurazione. Lo studio è centrato su un sito specifico, il quartiere La Graziella di Ortigia (Siracusa) ed è esemplare per tutte le aree a rischio sismico.
La pubblicazione risale al 1993, ma molti contenuti erano stati già diffusi dal Prof. Giuffrè fin dagli anni ’80.

Siamo nel 2016: oltre 30 anni dopo, i lavori di Giuffrè sono attualissimi e sarebbero stati più che sufficienti a creare in questo periodo di tempo un percorso corretto per la gestione del territorio.
Invece abbiamo assistito a una serie infinita di Regolamenti che si sono susseguiti negli anni: Ordinanze, Testi Unici, Decreti Nazionali e Regionali, tra loro sovrapposti in una mole di documenti che, a nostro avviso, a causa di una eccessiva complessità, può far diminuire anziché incrementare il livello di sicurezza.

Il miglior augurio che possiamo fare per la gestione di questo ennesimo post-terremoto è di utilizzare criteri tecnici mirati, semplici e tali da rendere comparabili tra loro analisi e progetti prodotti dai vari Professionisti anche con l'ausilio dei diversi software. E comunque il testo citato fornisce molte considerazioni valide per un piano di prevenzione nazionale:
conoscenza e mappatura dell’edilizia locale, con produzione di documenti accessibili a tutti i tecnici e anche alla popolazione, per contribuire ad una crescita culturale
presidi di base (come: connessioni, catene) resi inderogabili per chiunque voglia intervenire su edifici esistenti
criteri semplici per l’assegnazione di risorse economiche.
I Professionisti italiani sono pronti per questo salto di qualità.

A questo link
proponiamo un estratto dell’opera citata: “Sicurezza e conservazione dei centri storici in area sismica. Sintesi metodologica” (autore: Antonino Giuffrè). La lettura di questo documento è estremamente istruttiva.
Segnaliamo inoltre la documentazione fotografica del terremoto disponibile nel sito di ISI - Ingegneria Sismica Italiana (dalla quale è stata estratta anche l'immagine a corredo di questo articolo), con alcune note illustrative che, come dichiarato da ISI, devono essere considerate puramente indicative e preliminari, ma tuttavia rivelano già alcune delle principali carenze costruttive che hanno determinato il collasso di un così vasto numero di edifici.

Ing. Francesco Pugi
 

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