twitter  youtube   italia   inglese   spagnolo

Aggiornamento PCM 2015.02

Aggiornamento PCM 2015.02(30.04.2015) Nuovo aggiornamento per PCM: è da oggi disponibile la versione 2015.02.

Principali novità (illustrate nel documento pdf reperibile a questo link):

Interfaccia grafica
• Miglioramenti per la visualizzazione di ID (aste e nodi) e valori dei diagrammi (carichi, sollecitazioni)
• Visualizzazione del coefficiente di sicurezza delle aste come etichetta
• Introduzione del comando Preferenze accessibile dal menu File, per impostazioni legate alla visualizzazione delle etichette (forma, dimensione, sfondo)
• Esportazione delle immagini su file jpg in alta risoluzione (600 dpi) per stampe di qualità elevata

• Possibilità di disattivare le librerie OpenGL per superare problemi di compatibilità con i driver di alcune schede video integrate. Sono a disposizione i comandi:
opengl_off e opengl_on da digitare nella riga di comando all’apertura del programma. Le modifiche hanno effetto all’apertura di un nuovo file

• Nella griglia del comando “Trova” sono nascosti gli elementi non visibili nel modello per effetto dei comandi “Risalta” e “Isola” 
• Miglioramenti per la visualizzazione delle sollecitazioni nella scheda Risultati della griglia delle proprietà. Sono ora poste in evidenza le sollecitazioni di sforzo normale, taglio e momento utilizzate per le verifiche, distinte per i maschi murari fra piano complanare e piano ortogonale. In caso di più elementi selezionati, passando nella griglia delle proprietà da uno ad un altro, si mantiene la visualizzazione delle sollecitazioni senza dover riaprire il gruppo ad ogni cambio di asta. Oltre agli estremi della luce deformabile, si possono visualizzare anche le sollecitazioni ai vertici dell'asta (estremi della luce totale, considerando anche le zone rigide)

Analisi e Verifiche
• Introduzione della “Combinazione sismica” nell’elenco delle Combinazioni di Carico. Tale combinazione equivale alla combinazione di carico prevista al passo iniziale dell’analisi Pushover
• Nelle verifiche sono ora riportate le descrizioni per particolari tipologie di elementi strutturali, quali: bielle di controvento, elementi di archi (blocchi, giunti), conci di pilastri murari
• I percorsi (cartelle di Windows) delle Relazioni di calcolo sono stati riorganizzati in modo da ottimizzare l'archiviazione delle relazioni. Il nome del file di relazione proposto per default contiene ora la data e l'ora di generazione, in modo da non sovrascriversi a relazioni prodotte precedentemente
• Nel caso che l'analisi modale iniziale della pushover non possa essere eseguita a causa dei degradi 'statici', PCM ora seleziona automaticamente le aste degradate al passo statico iniziale in modo da poterle studiare (p.es. per accertarsi se effettivamente queste situazioni si possono considerare corrispondenti al comportamento reale, eventualmente intervenendo sulla scelta delle verifiche da effettuate oppure modificando dati in input ad es. sui vincolamenti interni)

La versione 2015.02 di PCM è subito operativa per tutti gli Utenti in regola con l'annualità 2015: è sufficiente eseguire il download e l'installazione.

Buon lavoro con PCM 2015!

Di ritorno da Made Expo 2015

(24.03.2015, a cura di Ing. Francesco Pugi) La scorsa settimana abbiamo partecipato a Made Expo 2015, Fiera di Milano.
Ecco a voi il video con la presentazione di PCM proposta a Made Expo (tratto dal canale Aedes di YouTube):

Come sempre, queste occasioni sono preziose per incontrare i Progettisti, dialogare insieme, ascoltare le loro opinioni sul software e più in generale sull'attività professionale.
Lo staff tecnico della Aedes presente in Fiera, composto, oltre che dal sottoscritto, dagli Ingegneri Alessio Francioso e Giacomo Sevieri e dall'Architetto Giuseppe Basile, ha accolto nello stand tanti colleghi, e l'occasione è stata davvero importante per presentare le novità di PCM e proporre approfondimenti sulle funzionalità più recenti.

IMG033 1  IMG033 2

Molto interesse è stato rivolto ad archi e volte e ai modelli di edifici rurali con pilastri in muratura.
Per questi ultimi, un breve cenno sull'origine delle nuove funzionalità implementate in PCM.
Lo scorso novembre, modificando temporaneamente il programma di sviluppo del software, abbiamo raccolto un'esigenza molto sentita da parte degli Utenti dell'Emilia Romagna impegnati attivamente nel consolidamento post-sisma. I pilastri murari infatti costituiscono un elemento a sé stante, nettamente distinto dai pannelli (maschi e fasce).

La Normativa non dà indicazioni dettagliate in merito, col risultato che in molti casi si è costretti a modellarli come bielle, in modo che non assumano forza sismica.
Ma sappiamo che questo può non corrispondere alla realtà: l'azione sismica va dove sono le masse, e non sempre le masse che insistono sui pilastri possono essere ricondotte ai pannelli perimetrali, anzi: in certi casi, le murature perimetrali non sono neppure presenti.
Da qui l'impegno per affrontare le verifiche di sicurezza di questi elementi attraverso sia la stabilità secondo Heyman, sia criteri di resistenza con corrispondenti domini tridimensionali.
E siamo molto soddisfatti dei risultati raggiunti, non solo per la funzionalità in sé, ma proprio per aver risposto ad un'esigenza reale dei Progettisti.

In modo generalizzato è stato inoltre manifestato l'apprezzamento per la nuova interfaccia di PCM, continuamente migliorata in base ai vostri suggerimenti: grazie davvero a tutti, e appuntamento alle altre novità in arrivo nel corso del 2015.

Buon lavoro e a presto!

Edifici esistenti e nuove NTC

Edifici esistenti e nuove NTC(29.01.2015, Ing. Francesco Pugi) Edifici esistenti e nuove Norme Tecniche per le Costruzioni: segnalo su questo argomento un interessante contributo, pubblicato su Ingenio, a firma del Prof. Ing. Antonio Borri e del Dott. Ing. Alessandro De Maria (Università di Perugia). L'articolo si intitola: "Edifici esistenti e nuove NTC: pericolosità sismica e responsabilità", e contiene varie considerazioni relative alle possibili modifiche introdotte dalla revisione normativa.

Mentre il nuovo testo normativo completa l'iter burocratico, nel testo della bozza sono già rilevabili alcune novità riguardanti gli edifici esistenti; novità che meritano approfondimenti.

Per gli edifici in muratura, lo scrivente propone alcune osservazioni, con l'intento di fornire un contributo costruttivo alla discussione in corso.

Si ritiene che nella bozza delle nuove norme tecniche si continui a trascurare un aspetto fondamentale. E cioè che tutto l'impianto sui livelli di sicurezza (zE = 0.1, ...) si basa sul presupposto che i metodi di calcolo previsti dalle Norme siano totalmente affidabili, con livello di sicurezza perfettamente e univocamente stimabile.

Lasciamo da parte in questa sede la complessa questione sulla zonazione sismica, supponendo che i parametri sismici di riferimento (periodi, accelerazione, metodologia probabilistica) siano corretti.

Ora: i metodi di analisi proposti dalle norme già suscitano alcuni dubbi per i nuovi edifici (ad es.: scarsa coerenza delle Norme fra parte statica e parte sismica), ma è per gli edifici esistenti che le analisi lineari dinamiche e non lineari pushover presentano indiscutibili criticità.
Sappiamo che i risultati raggiunti, pur importanti da considerare, possono essere una fotografia sfuocata della realtà, e soprattutto sono diversi usando: software e algoritmi e/o dati in input sui parametri meccanici diversi (resistenze di normativa o da prove sperimentali; sinceramente non sembra sufficiente il solo fattore di confidenza FC - così come attualmente formulato - per dare maggiore credibilità alle verifiche di sicurezza).

Invece è noto che le analisi per meccanismi di collasso sono molto più stabili, e fortunatamente anche più significative (basta guardare i reali danni sismici subiti dagli edifici).
Poiché in tale ambito si privilegiano la geometria e i particolari costruttivi rispetto alle resistenze, pur utilizzando software diversi si registra una dispersione dei risultati molto minore rispetto alle analisi dinamiche e pushover.

Allora: se per le analisi per meccanismi una quantificazione del livello di sicurezza appare proponibile (e oltretutto ci conforta il fatto che con una serie di interventi di base si riesce a ridurre decisamente la vulnerabilità degli edifici), così non è per le analisi dinamiche e pushover: sui livelli di sicurezza ottenuti con queste ultime occorrerebbe applicare un fattore di incertezza, relativo sia ai metodi di analisi sia ai parametri utilizzati.
Una convalida della bontà dei risultati ottenuti con queste analisi può venire dall'utilizzo di un Indice di Qualità Muraria per la definizione di resistenze e parametri meccanici, non più scelti quindi in modo approssimativo ma calibrati sulla reale natura dell'edificio.

In definitiva: il valore di zE (ma non 0.1: perché non proprio lo 0.65 di recente memoria?) potrebbe essere applicato senza ulteriori correttivi all'analisi per meccanismi; mentre per le analisi dinamiche e pushover si potrebbe consentire per zE un margine di incertezza (es. +/- 0.2) legato alla eterogeneità dei modelli di calcolo.
Contemporaneamente si dovrebbe tener conto della aleatorietà dei dati in input ripensando il fattore di confidenza FC almeno sotto due aspetti:
i) calibrandolo meglio su valutazioni come l'indice di qualità muraria, soprattutto quando non è possibile eseguire adeguate indagini sperimentali;
ii) differenziandolo fra le singole parti dell'edificio.

Infine, la Norma dovrebbe, in relazione alla tipologia di intervento previsto, imporre la realizzazione di un "pacchetto di interventi minimi", cioè un presidio di base (catene, collegamenti solai, ecc.) strettamente indispensabile, la cui progettazione, fondata sulle esperienze del passato, dovrebbe precedere qualsiasi elaborazione di calcolo.
Questo ridurrebbe drasticamente i rischi associati all'adozione di un particolare valore numerico di riferimento per il livello di sicurezza.
E proprio per gli edifici pubblici (scuole, Comuni, ospedali, ecc.) ciò sarebbe molto vantaggioso; dal punto di vista del calcolo, peraltro, sarebbe implicito il miglioramento nell'analisi per meccanismi di collasso.
Sugli sviluppi normativi, occorre sempre sottolineare che la complicazione eccessiva dei metodi di calcolo previsti dalle nuove normative fa peggiorare tutto il processo di progettazione, rischiando di vanificare lo scopo di maggior sicurezza che le stesse normative si propongono di raggiungere.

Il diagramma di flusso allegato a quest'articolo illustra sinteticamente le considerazioni esposte.
L'analisi strutturale con il software è collocata nella seconda fase del processo di progettazione e deve essere preceduta da una generale corretta impostazione del progetto.
Inoltre, l'elaborazione di calcolo deve essere condotta con metodologie appropriate e con un adeguato senso critico.
E comunque in un progetto di miglioramento sismico nessun calcolo può sostituire il già citato "pacchetto minimo di interventi": va bene usare il software - e qui il nostro impegno per fornire un idoneo strumento è massimo -, ma si deve sempre mantenere l'aderenza alla realtà mettendo a frutto le esperienze del passato. 

Sulla CNR-DT 212/2013

CNR-DT 212/2013(22.01.2015) Sulle "Istruzioni per la Valutazione Affidabilistica della Sicurezza Sismica di Edifici Esistenti", CNR-DT212/2013, documento CNR del 14 maggio 2014.

L'argomento interessa i Professionisti che operano nel campo del consolidamento strutturale antisismico.
Sui contenuti del documento sono sorte varie perplessità, sia sul metodo che nel merito, che intendiamo condividere con Voi attraverso il contributo illuminante del Dott. Ing. Fausto Giovannardi, Direttore responsabile della rivista Ingegneria Sismica.
Francesco Pugi

Basta una cifra decimale
 

La recente presentazione della CNR-DT 212/2013 -Istruzioni per la Valutazione Affidabilistica della Sicurezza Sismica di Edifici Esistenti- ha riacceso la discussione che si era solo assopita con l’entrata in vigore delle NTC 2008, dopo il polverone provocato dalla originale vicenda iniziata con l’ordinanza 3274 della Protezione civile di Bertolaso.

Chiariamo subito che la CNR-DT 212/2013 non è legge e neppure una linea guida. E’ solo un contributo di un gruppo di studiosi ad un tema importantissimo soprattutto per il nostro paese. Questa premessa è doverosa perché in passato le pubblicazioni del CNR hanno spesso svolto un ruolo “ufficioso” di norma.

Scopo dichiarato della  CNR-DT 212/2013 è quello di riuscire a determinare “l’effettivo livello di protezione  della struttura,  misurato  in  termini  di  probabilità  di  superamento  di  ogni stato limite considerato”.
Il gruppo di studiosi che ha elaborato il documento, ritiene inoltre che “… lo sviluppo della normativa tecnica sulle strutture esistenti debba porsi quale obiettivo centrale la messa a punto di procedure idonee a valutare il  riflesso sul risultato finale di tutte le incertezze a valle dell’azione sismica di verifica, in termini di probabilità di superamento dello stato limite.” “Le presenti Istruzioni costituiscono quindi un approccio di livello superiore rispetto a quello previsto dalla Normativa vigente, ed è da ritenere che ad esse verrà fatto ricorso in casi di  particolare rilevanza economica e/o sociale. È anche prevedibile ed augurabile che dei concetti e delle procedure in esse contenuti possano giovarsi le future revisioni delle Norme attuali.”  

Il messaggio trasmesso è chiaro: lo stato dell’arte consente non solo di progettare la sicurezza degli edifici esistenti di fronte al sisma ma anche di determinare la quantità di questa sicurezza.  

Ci sia permesso di dubitare senza produrre calcoli, formule o teorie varie.
E’ patrimonio comune condiviso che l’analisi del comportamento sismico degli edifici esistenti in muratura è caratterizzato da una grande incertezza, sia per la scarsa conoscenza delle caratteristiche meccaniche della muratura, nonché dell’effettiva organizzazione delle strutture (ammorsature, connessioni, rigidezza solai, etc.).
Se poi dall’edificio singolo passiamo agli aggregati edilizi, casomai dei centri storici, la cosa si complica ancora e di molto.

Dalla osservazione dei danni a seguito dei recenti terremoti è stato riscontrato come la vulnerabilità di molti edifici in muratura dipende prioritariamente da carenze costruttive e dai dettagli costruttivi.
Il sisma non disintegra in modo disordinato le case in buono stato di manutenzione, ma seleziona le parti strutturali e le soluzioni tecnologiche più deboli, attivando meccanismi in molti casi facilmente prevedibili e già da tempo catalogati, a partire dal magistrale insegnamento di Antonino Giuffrè (Letture sulla meccanica delle murature storiche del 1991), nelle due grandi categorie del primo e secondo modo di danno.

Gli interventi per ridurre le carenze sono sufficientemente conosciuti e condivisi. Rileviamo, perplessi, come lo spirito che guida il tecnico-normatore è invece la certezza a tre cifre decimali. Ogni stanza di ogni casa del territorio italiano, ha un suo valore dell’accelerazione attesa a tre cifre decimali ed ora con la CNR-DT 212/2013 nella valutazione della vulnerabilità degli edifici esistenti entra in gioco “l’ipercubo ad N variabili aleatorie”.  

Eppure abbiamo sperimentato sulla pelle la differenza tra il “sisma atteso” dalle Norme in Emilia Romagna e quello arrivato nella tragica realtà.
Sappiamo da tempo che la complessità del patrimonio esistente la si semplifica solo con il paziente lavoro di conoscenza e che il pericolo e la vulnerabilità del nostro enorme e meraviglioso patrimonio di edilizia storica la si contrasta con interventi anche modesti ma diffusi e compatibili con la nostra economia.
Ma la nostra intelligenza non va in quella direzione, si muove alla ricerca di percorsi complicati, a tre cifre decimali, realizzabili da pochi e con tanto dispendio economico.

E l’Aquila è ancora li in rovina.  

Fausto Giovannardi

 

Combinazioni sismiche

Combinazioni sismiche(13.01.2015) In questo documento vengono pubblicati alcuni approfondimenti sulle Combinazioni di Carico Sismiche in PCM.
Il documento, prodotto dal Servizio di Supporto Aedes, è utile per tutti coloro che richiedono maggiori dettagli sulle modalità seguite da PCM per la gestione delle combinazioni sismiche.

Si considerino tutte le configurazioni previste dalla Normativa vigente:
- carichi verticali agenti in fase sismica: G + (psi)Q (1)
- azione sismica principale in direzione X o Y (2)
- verso delle forze sismiche positivo o negativo (2)
- eccentricità accidentale positiva o negativa (2)
- forze nella direzione di analisi +/- 30% forze nell'altra direzione (2)
- eccentricità nell'altra direzione: positiva o negativa (2)
Risultano in definitiva: 1*2^5 = 32 combinazioni sismiche.

Anziché riportare tutti i risultati per tutte le 32 combinazioni, generando una mole enorme di dati numerici dei quali interessa di fatto solo una parte, quella cioè che corrisponde alle sollecitazioni più sfavorevoli da utilizzare nelle verifiche di sicurezza, PCM razionalizza questa operazione determinando durante le elaborazioni i massimi effetti sismici e componendoli con quelli statici.

Ne deriva una maggior chiarezza degli output dei risultati, più comprensibili e direttamente relazionabili alle verifiche svolte.
Inoltre, in alcune situazioni potrebbero non essere presenti tutte le 32 combinazioni: si pensi ad esempio ai casi di analisi intermedie, dove si desideri esaminare il comportamento sismico in una sola direzione X o Y (tali fasi intermedie semplificano molto la messa a punto del modello strutturale, soprattutto in relazione alle analisi più onerose dal punto di vista del calcolo, come la pushover).
Seguendo il percorso proposto da PCM, l'Utente è libero di creare tutte le schematizzazioni che desidera, e trovare negli output i risultati che effettivamente interessano ai fini delle verifiche di sicurezza.

Continuando a consultare aedes.it, acconsenti all'utilizzo dei nostri cookie.