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Archi a conci in muratura

Articolo Ingegneria Sismica n.3/2013(17.10.2013) Nel nuovo numero (3/2013) di Ingegneria Sismica, la rivista fondata dal Prof. D. Benedetti del Politecnico di Milano, punto di riferimento fin dal 1984 per chi si occupa di ingegneria sismica, è pubblicato l'articolo:
"Analisi sismica di archi a conci in muratura secondo la normativa italiana",
autori: F. Pugi, S. Galassi (*).
(*) Dipartimento di Architettura, Università di Firenze.

L’articolo è rivolto ad un pubblico di professionisti, ingegneri e architetti, incaricati di valutare il livello di vulnerabilità sismica degli edifici storici e monumentali e di garantire la loro salvaguardia.
I collassi manifestati dagli edifici in muratura sottoposti ad eventi sismici evidenziano frequenti casi di perdita di equilibrio, ovvero ribaltamenti rigidi di porzioni strutturali.
Lo studio dei meccanismi di collasso può efficacemente essere affrontato utilizzando i metodi dell’analisi cinematica, recentemente codificata all’interno delle norme italiane.
Con riferimento ad una particolare tipologia strutturale (l’arco in muratura), molto frequente negli edifici storici, l’articolo propone un approccio originale di verifica sismica fondato su un algoritmo dedicato al problema.
Si evita in questo modo l’imposizione a priori delle sezioni di rottura, individuando analiticamente il cinematismo ed il corrispondente moltiplicatore di collasso.
La conseguente verifica sismica viene condotta nel rispetto del regolamento.
La metodologia di analisi descritta in questo articolo è implementata nel software SAV, Stabilità di Archi e Volte in muratura.

Solai rigidi e deformabili

Piani Rigidi e Deformabili(16.10.2013) In questo documento vengono trattati alcuni approfondimenti sull’utilizzo di PCM per modellare edifici in muratura, a partire dai casi di edifici esistenti più vulnerabili, con varie criticità, a quelli di edifici consolidati o nuovi. In particolare, si esaminano gli effetti della schematizzazione degli impalcati come deformabili o rigidi.
Vengono analizzati vari casi:
A) Edificio esistente con pareti ortogonali non collegate  o non correttamente ammorsate agli angoli e alle intersezioni dei muri; solai flessibili
B) Edificio esistente con pareti ortogonali correttamente ammorsate tra loro; solai flessibili
C) Edificio esistente con pareti ortogonali correttamente ammorsate tra loro; solai rigidi (questo e’ anche il caso piu’ frequente per gli edifici nuovi)
D) Situazioni intermedie

Download dei files di esempio per PCM: scaricare ed espandere il file in C:\Aedes2013\Pcm\Progetti, quindi in PCM aprire e consultare i progetti di esempio.

CAM FRP Reticolatus: in PCM

CAM FRP Reticolatus: in PCM(15.10.2013) Prossimamente disponibili, nell'ambito degli aggiornamenti intermedi della versione 2013 di PCM, funzionalità avanzate per la modellazione degli interventi di consolidamento con CAM, FRP e Reticolatus.
Si tratta di interventi molto importanti, in generale finalizzati a migliorare resistenza e duttilità senza alterare le rigidezze.

La tecnologia CAM (sviluppata da EdilCAM Sistemi srl), già da tempo applicabile in PCM, viene ora ulteriormente approfondita grazie alla possibilità di differenziare l'acciaio dei nastri, ora distinguibile con le seguenti tipologie: nastro standard duttile, nastro migliorato duttile, nastro ad alte prestazioni di resistenza elastico.

Il consolidamento con FRP viene reso disponibile in PCM con la possibilità di modellare interventi a pressoflessione e a taglio. E' possibile limitare i nastri orizzontali o verticali ai soli bordi, oppure scegliere un passo; i nastri diagonali possono essere limitati alla zona deformabile del maschio murario oppure estesi a tutta la sua altezza. L'input dettagliato riguardante i dati sui materiali consente la corretta analisi, con valutazione della resistenza massima offerta dal nastro, per trazione o delaminazione.

La tecnica Reticolatus, sviluppata da UNILAB srl (già spin-off dell'Università di Perugia), consiste nella ristilatura armata dei giunti e fornisce un'efficace soluzione per il miglioramento delle caratteristiche meccaniche delle murature in pietrame o laterizio pieno da mantenere a vista. L'aggiornamento di PCM rende disponibili i parametri per la valutazione del miglioramento conseguito.
Fra gli interventi di consolidamento, si possono schematizzare anche con intonaci armati con reti in fibra (p.es. GFRP) e intonaco a basso modulo, realizzando uno spessore ridotto (3 cm. circa): un'alternativa interessante alla tecnica del betoncino armato, che fra i vari inconvenienti ha l'effetto sulla rigidezza. Molto interessanti sono i documenti tecnici resi disponibili da Fibre NET srl, che volentieri segnaliamo.

Appuntamento ai prossimi giorni per l'aggiornamento di PCM
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Report da Siena

(15.10.2013) IMG009BReport dal Convegno di SIENA, 12 ottobre 2013: conferenza Analisi di vulnerabilità sismica con l'ausilio di strumenti informatici tenuta dall'Ing. Francesco Pugi nell'ambito del ciclo di Corsi di aggiornamento professionale "Conoscere per (non) intervenire: la conoscenza come fattore basilare per un buon intervento di restauro", organizzato dall'Ordine degli Architetti di Siena.
E' disponibile la documentazione della conferenza (slide su file pdf). Sintesi dell'intervento:
• inquadrare correttamente l’importanza dell’analisi strutturale nell’ambito del processo progettuale
• rappresentare adeguatamente la realtà fisica dell’edificio originario e degli interventi proposti (geometrie, vincoli, carichi, materiali: parametri meccanici e resistenze)
• scegliere un corretto modello matematico e valutare l’attendibilità delle elaborazioni di calcolo
• comprendere la variabilità dei risultati in funzione dell’aleatorietà dei dati e delle ipotesi effettuate
Gli argomenti vengono trattati con l'ausilio del software Aedes.PCM, per la Progettazione di Costruzioni in Muratura.
Nella giornata di sabato 12 ottobre si sono inoltre tenuti altri interessanti interventi, svolti da FibreNET e dall'Ing. Zanello, riguardanti tecniche innovative di rinforzo di murature storiche, ad esempio attraverso intonaci armati con rete GFRP.
Di grande rilievo per questo evento il contributo del Prof. Michele Paradiso, collaboratore con AEDES Software per quanto riguarda il metodo rigido-fragile fondato sulla Teoria di Heyman e implementato nel software SAV (Stabilità di Archi e Volte).
Un ringraziamento particolare all'organizzatore del Convegno, Arch. Nicola Valente.

Fattore di accelerazione

Fattore di accelerazione fa,SLV(10.10.2013) Presentiamo un documento utile per i Progettisti che operano in Emilia Romagna, per la ricostruzione post-sisma.
Ai sensi dell'Ordinanza n.86 del 6.12.2012, è necessario definire la vulnerabilità dell'edificio attraverso il calcolo del fattore di accelerazione fa,SLV, coincidente con l'indicatore di rischio sismico in termini di accelerazione.
In  base al valore di fa,SLV la vulnerabilità dell'edificio è definita bassa, media o alta.
In particolare, si ha alta vulnerabilità, corrispondente a grado alto di carenze strutturali, qualora fa,SLV sia inferiore a 0.3.
C'è un aspetto particolare, che non deve sfuggire, e che abbiamo approfondito nell'ambito del Servizio di Assistenza: poichè nella determinazione della capacità in termini di ag (o PGA) non si può scendere sotto al periodo di ritorno di 30 anni (nel rispetto del D.M.14.1.2008), il fattore di accelerazione non può mai scendere sotto il rapporto fra la ag minima (per il sito di ubicazione dell'edificio) e la ag corrispondente a SLV (generalmente 475 anni). A seconda della località, questo valore può essere superiore a 0.3 e quindi in tale sito non si riscontrerebbe mai un edificio con carenze gravi, proprio a causa dell'impossibilità di utilizzare il calcolo automatico basato sull'assetto normativo del D.M. 14.1.2008 ai fini di determinare la capacità.
Nel documento che abbiamo preparato viene illustrata più in dettaglio la questione e si indica il percorso operativo per determinare la capacità in termini di PGA anche per valori del periodo di ritorno inferiori a 30 anni.
Diamo anche il link alla pagina web della Regione Emilia-Romagna dove sono contenuti gli atti per la ricostruzione, inclusa l'Ordinanza 86 e gli schemi allegati (in Tab.2 vengono definiti, fra l'altro, il fattore di accelerazione e la vulnerabilità).

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